Problematiche Questura e Commissariati di Chiusi e Poggibonsi

Lunedì scorso, una nostra delegazione ha avuto un incontro con il Questore, al quale hanno partecipato il Capo di Gabinetto Dott.ssa MARTINI e, su nostra richiesta, il Dirigente del U.P.G. e S.P Dott.ssa BAIOCCHI.

Le tematiche affrontate hanno toccato tutte le articolazioni della Questura di Siena e dei Commissariati di Chiusi e Poggibonsi, che presentano criticità di carattere diverso.

Per quanto riguarda l’ U.P.G. e S.P. è stato evidenziato:

  1. la necessità, improrogabile, considerato anche l’introduzione del MIPG Web, di individuare un locale ad uso esclusivo della Squadra Volante, in cui gli equipaggi abbiano a disposizione i supporti informatici necessari per la redazione di domande personali, atti d’ufficio e consultazione intranet. Questo locale, di cui è stata suggerita l’ubicazione, consentirà inoltre di evitare commistione tra utenza ed eventuali fermati, garantendo maggiori tutele per i cittadini, e riducendo, per altro, il numero di operatori destinati al controllo dei medesimi. Infine è stato chiesto di dotare la squadra di codici, prontuari al c.d.s. e normative utili come materiale di reparto.
  2. l’urgenza di provvedere ad una compiuta formazione nelle tematiche di settore: omicidio stradale, protocollo Eva, modifiche al codice penale, di procedura penale e del codice della strada, ed altre innovazioni normative, che ad oggi non sono ancora state trattate. Cosa che non dovrà avvenire in modo estemporaneo, affidandosi alla buona volontà del capo turno, ma inserita in una programmazione settimanale.
  3. Prevedere la presenza di un UFFICIALE di P.G. della segreteria U.P.G. e S.P., il quale sia presente nella mattina della domenica, per compiere le incombenze previste del proprio ufficio, quale trattazione atti, mattinale e assistenza alle volanti, da individuare utilizzando il criterio della rotazione. NO ALL’UTILIZZO DEI CAPI TURNI DELLE VOLANTI.
  4. NO AI PIZZINI, WHATSAPP ed E-MAIL, solo comunicazioni ufficiali per le disposizioni impartite dal coordinatore e dal Dirigente a tutto il personale ed in particolare all’operatore COT.
  5. Ogni istanza presentata (C.O. ecc.) alla segreteria, deve essere protocollata, ed il diniego delle stesse, deve essere comunicato al richiedente in forma scritta e comprensivo dell’obbligatoria motivazione.
  6. L’esistenza di un armadio, munito di chiusura, in cui riporre gli oggetti e/o i documenti smarriti e rinvenuti, ed un registro su cui annotarne la consegna.
  7. L’istituto dell’aggregazione è uno strumento per far fronte ad esigenze temporanee. Nel caso in cui le stesse diventino strutturali l’aggregazione deve trasformarsi in assegnazione.

Nonostante la mancanza di personale, di cui siamo perfettamente consapevoli, non potevamo non evidenziate le criticità relative all’Ufficio Armi, all’ Ufficio Passaporti, all’ Ufficio Minori ed in particolar modo all’Ufficio del Personale e alla DIGOS, la cui mancanza di organico anche qualificato, è tale da gravare oltremodo sui colleghi lì assegnati, i quali nonostante la loro operosità, non riescono ad assolvere i loro compiti con la necessaria tranquillità esponendoli così ad un elevato rischio di errore.

Per quanto riguarda il Commissariato di Poggibonsi, abbiamo lamentato il disinvolto e illegittimo ricorso ad istituti straordinari come il cambio turno e la variazione di turno per far fronte ad esigenze ordinarie, incidendo negativamente sui colleghi, che vengono costantemente distolti dai compiti loro assegnati per fare da “tappa buchi “ ad un Ufficio Volanti non in grado, per com’è strutturato, di coprire la turnazione in quinta.

Discorso a parte merita il Commissariato di Chiusi, per cui è stato chiesto di contemperare le esigenze dei colleghi con i compiti che il Commissariato è chiamato a svolgere, come espressione periferica dell’Autorità di P.S.

Sia la Dirigente dell’U.P.G. e S.P, per le questioni di propria competenza, che il Questore, si sono mostrati disponibili nella ricerca di celeri soluzioni alle problematiche rappresentate, che per la loro delicatezza non possono essere ulteriormente rimandate.

Non ci rimane altro che aspettare, con la certezza di aver privato qualcuno dell’alibi del “non sapevo nulla”.